La vera e libera alternativa al dire?

 La vera e libera alternativa al dire? di Massimiliano Zane
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…Apprendimento, cambiamento, evoluzione…G.Bateson L’atto comunicativo, va sempre ricordato, è il risultato di una complessa sommatoria di addendi, tra cui i principali risultano essere le varie capacità comunicative consce, inconsce, verbali e non prettamente verbali (corporee). In altre sedi abbiamo osservato come il linguaggio, e di conseguenza la comunicazione, si sia evoluto e sia diventato uno degli ambiti di interazione sociale tra i massimi rintracciabili. Ma la comunicazione non avviene specificatamente nell’ambito solo linguistico. Ciò avviene prevalentemente su piani differenti composti da quello verbale a quello non verbale entrando nel campo dell’interazione sociale formativa e ri-formativa. La comunicazione articolata sullo scambio verbale, si è visto, è molto complessa e frammentata e prevede una notevole padronanza del linguaggio anche per dialoghi di scarsa rilevanza, dunque alla luce di un così difficile atto comunicativo / interpretativo come potremmo essere sempre sicuri della veridicità della nostra decodifica? E particolarmente in un così articolato ambito di lettura come la comunicazione interstrutturata, se non intervenissero altri ambiti chiarificatori a sorreggere questi rapporti interelezionali, come riusciremmo a vivere? Un esempio lampante di interazione socialmente comunicativa non linguistica può essere l’occhiata che si scambiano i passanti quando si incrociano, questa è una dimostrazione della così detta “disattenzione civile”. Questa particolare reazione assolutamente non è un semplice ignorarsi reciproco, tutt’altro. Nella situazione sopraindicata ciascuno dei passanti segnala all’altro di aver preso coscienza della presenza altrui ma di tenere un atteggiamento non invasivo o ostile e di volere che l’altro faccia lo stesso nei suoi confronti. Situazioni del genere saranno capitate a chiunque, queste “limitazioni sociali” sono messe in atto in modo inconscio ma risultano di fondamentale importanza per un’interazione sociale “corretta”. Qualora queste vengano eluse, volontariamente o meno, si vengono a creare situazioni di tensione o incomprensione dai risvolti potenzialmente pericolosi, come per esempio il fissare intensamente una persona può risultare un atteggiamento ostile o di sfida. L’interazione comunicativa sovrasegmentale che si determina nello svolgersi della vita urbana quotidiana è effettivamente il campo comunicativo in cui siamo immersi per gran parte della nostra vita ed esso è determinato da un continuo riassetto del nostro rapporto con il mondo. L’interazione sociale, si è detto, è costituita da diversissime forme di comunicazione, tra le altre possiamo annoverarne un tipo particolare: la comunicazione non verbale. Questo piano comunicativo è particolarmente complesso e di difficile controllo ad un livello cosciente da parte dei soggetti agenti ma di una caratteristica informativa estremamente elevata per il soggetto decodificante.