Comunicazione di massa

Comunichiamo? Sì grazie,ma…
di Massimiliano Zane

bla_blaComunicazione di massa: informazione o manipolazione?…L’uomo non può essere considerato un animale razionale ma ideologico…Karl R. Popper In queste righe cercherò di mostrare come il pensiero istituzionale sia stato influenzato e abbia influenzato l’uso della comunicazione mediatica, prima come comunicazione di propaganda e successivamente come comunicazione di massa. Vorrei analizzare nel dettaglio il concetto stesso di quella che è definita la comunicazione di massa o di propaganda, cercando di chiarire a quali effetti questo tipo di approccio comunicativo può portare sia sul piano individuale che su quello di gruppo e gli eventuali nuovi processi relazionali che questo può innescare al livello sociale e al livello sociale istituzionale. Mi occuperò espressamente dell’apparato sociale esteso (le masse) e di come in ogni segmento di questo ultimo sia rintracciabile una inter-relazionalità di diversi ambiti che possiamo dire interagenti a livello socio-comunitario, avendo cosi determinato inevitabilmente una “pedagogia sociale” , cioè una disciplina scientifica sorta per interpretare il continuo tentativo di influenzamento formativo su larga scala dell’ordine socio-educativo-istituzionale.La “massificazione” dei popoli e la conseguente “comunicazione di massa” è un’invenzione dei totalitarismi politici e le sue radici affondano fino alla storia antica ma è soprattutto nel novecento, grazie all’impennata nel livello tecnologico, che questo particolare modo di comunicare conosce il suo massimo successo. La radio e la nuova industrializzazione fecero da “cassa di risonanza” ai nascenti pensieri propagandistici pro e contro gli autoritarismi statali convenzionali.

La nostra libertà comunicativa è effettivamente tale(1)